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29 January 2026

Svizzera, lavanderia d'Europa e del mondo






Chiudo questo mese con un post che riprende l'argomento dal quale sono partita, in apertura d'anno. Sono contenta, una volta tanto, che i media nostrani non mollino e tengano accesi i riflettori sulla sciagura di Crans-Montana (40 morti e 116 feriti fra francesi, belgi, svizzeri e italiani). Non mi piace un'Europa che ha messo sotto indagine un poliziotto che si è difeso, nell'esercizio del proprio dovere, da un pusher nigeriano che gli ha puntato una pistola nel fetido bosco di Rogoredo (MI), ma poi usa una crudele leggerezza sul martirio di 40 ragazzini morti arsi vivi. D'accordo, è vero che la Svizzera è Europa geografica ma non fa parte della Ue. Tuttavia il sistema svizzero è marcio fino al midollo: consente ai minorenni di poter consumare alcolici nei locali pubblici; la prostituzione non è considerata reato purché le zoccole paghino le tasse e si fa pagare pure lautamente per "terminare" i pellegrini dell'eutanasia, pratica consentita da parecchio tempo sul suo territorio. Direi, che rappresenta l'anteprima della disgregazione, l'avanguardia consapevole di uno sfacelo che poi si diffonde a macchia d'olio per tutti gli stati del cosiddetto "occidente". Senza dimenticare che Davos è la famosa località montana che si trova in Svizzera, nel cantone dei Grigioni, dove  ogni anno si riuniscono i potenti del mondo, i quali studiano il sistema di opprimere i popoli, con sempre nuove soperchierie e nuove vessazioni. Vengo al punto.
In questi giorni è proprio tra le istituzioni parlamentari svizzere che si registrano malumori e attriti anti-italiani - quegli italiani colpevoli di volerci vedere chiaro sulla tragedia di Crans. Siamo lieti di questo ritrovato amor di patria elvetico, da parte di chi  si sente irritato e ferito nella propria "identità" nazionale da questi "mangiatori di spaghetti all'amatriciana" che saremmo noi. Ma si dà il caso che la magistratura cantonale del Vallese venga messa in piedi su esplicita nomina politica. Il punto è che la dott.ssa Béatrice Pilloud, la procuratrice del canton Vallese,  è affiliata al Partito Liberale radicale e questa appartenenza ha costituito da subito il primo vistoso «inciampo» dell’indagine. Difatti milita nel Plr anche il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, 55 anni, un farmacista giunto al terzo mandato e che pur non avendo controllato nulla da 5 anni del fatale Constellation  circa le norme di sicurezza, dichiara alle telecamere che lui non si dimette né si dimetterà. Forse perché percepisce uno stipendio sibaritico? Non olet! Perciò, di quale "separazione dei poteri" si parla, di grazia? 
Inoltre, mi fanno ridere le critiche al governo Meloni (sia quelle svizzere che quelle italiane) da parte di quelli che pretendono che proceda solo "in punta di diritto" e che biasimano il ritiro dell'Ambasciatore italiano, considerandolo un gesto al di fuori del protocollo. Lo critico anch'io il governo quando è il caso, ma non in questa situazione. E' infatti grazie a questo gesto, se ora la Svizzera sta sotto gli occhi del mondo e deve rendere conto dei suoi comportamenti.  E se anche la Meloni lo avesse fatto per mera convenienza elettorale, come tanti vanno insinuando, è sempre meglio agitare le acque che non fare  un bel nulla come Macron, il quale lascia soli i suoi 20 ragazzini arsi vivi e le loro famiglie senza emettere un belato. Forse l'enfant de Rothschild ha i suoi scheletri nell'armadio? O forse si sente semplicemente imbarazzato dal fatto che i  due principali responsabili corsi di questo disastro abbiano nazionalità francese? 

Mentre i giorni passavano, (e ne sono passati ben nove dal rogo del Constellation, un tempo utile per cancellare e inquinare le prove) la Pilloud non ha disposto il sequestro della documentazione in Municipio relativa al discobar. E' stato il responsabile della sicurezza a consegnare i documenti del Constellation in Procura, pur essendo ipotizzabile fin da allora, che proprio lui potesse avere qualche responsabilità nel disastro. E - guarda caso -  ora salta fuori come "il quarto uomo" inquisito.  Comunque sia, le numerose pecche di un'inchiesta che ha bisogno di essere fortemente investigata, saltano agli occhi anche ai profani del Diritto. Come il non aver disposto autopsie sui ragazzi morti, molti dei quali asfissiati per i collanti e i materiali  tossici. Come  non aver fatto perquisire gli altri locali dei coniugi Moretti. Come aver rilasciato a piede libero Jacques Moretti dopo neanche due settimane di detenzione,  su cauzione (200.000 fr.) versata da  un misterioso mecenate, di cui viene altrettanto misteriosamente, taciuta l'identità. Idem per la moglie mai messa in stato di arresto. Come l'aver permesso la presenza di un coniuge quando veniva interrogato l'altro coniuge in modo tale che ambedue potessero concordare la medesima versione dei fatti senza contraddirsi. Come non aver sequestrato subito i filmati delle telecamere e degli apparecchi di videosorveglianza. Insomma, un'indagine che ha bisogno di venire a sua volta, indagata. 

Per fortuna ci sono le rogatorie da parte della nostra magistratura (siamo costretti da quella svizzera a doverla apprezzare),  e pare che sia stata accettata la richiesta del nostro governo di collaborazione delle indagini. Sì, ma intanto la vitaccia grama la fanno i ragazzi ustionati e ricoverati, con le loro famiglie. 
Ma torno al sistema cantonale svizzero. E' curioso aver ascoltato negli anni, tanto battage propagandistico dalla Lega ai tempi di Gianfranco Miglio e di Umberto Bossi, per poi rendersi conto dai fatti che il federalismo, anziché favorire indipendenza, favorisce mafiette locali, porte girevoli, connivenze e commistioni. Cosa cercano di fare, in queste ore,  quei bravi avvocati svizzeri che hanno in carico la difesa delle loro vittime, come Romain Jordan?  Tentare di scavalcare la procuratrice  vallese con la faccia di Heidi  per invocare un'autorità giudiziaria super partes a carattere nazionale. Ovvero, raggirare lo stesso sistema che li imprigiona. 
Come al solito, alla fine è la realtà dei fatti che ha la meglio sull'ideologia. 

Esistono sulla Svizzera libri che ne mettono a nudo lo spirito cinico del pecunia non olet  e che la indicano come una sorta di rogue state sbiancato e democratizzato per l'uopo. Un po' come il denaro che viene depositato e ripulito nelle sue banche e del quale non si indaga mai sulla provenienza. Vietato farlo. 
Il sociologo e giurista Jean Ziegler (nato in Svizzera) si è inimicato le banche elvetiche col suo "La Svizzera lava più bianco", un saggio che in queste ore viene più che mai citato.  Ziegler si spese molto sullo scandalo dei "conti dormienti", con denaro dei cari estinti fatto sparire in men che non si dica  fin dai tempi del dopoguerra ("La Svizzera l'oro e i morti").  

Qualche nome di criminale celebre per aver depositato i  conti in  Svizzera? Mobutu, il criminale dello Zaire (ex-Congo belga) che spodestò  il legittimo governo di Patrice Lumumba con un golpe. Ci fu inoltre lo scandalo di Crédit Suisse che amministrò 18mila conti legati a oltre 30mila clienti, per una ricchezza totale di 88 miliardi di euro,
Tra loro ci sono un trafficante di esseri umani delle Filippine, un finanziere della borsa di Hong Kong incarcerato per corruzione, un conto di proprietà del Vaticano usato per presunti investimenti fraudolenti a Londra (attualmente al centro di un procedimento penale che coinvolge anche un cardinale), il braccio destro dell’ex dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe, capi di Intelligence di vari paesi che hanno collaborato con la Cia e molti altri. (fonte: La banca Credit Suisse è accusata di aver coperto i conti di persone connesse ad attività illegali).
 
Il piccolo memoriale di Crans-Montana


Insomma, la Svizzera lavanderia del mondo,  col denaro riciclato, lava bianco che più  bianco non si può. Questa storiaccia di Crans-Montana, villaggio dove hanno perfino spostato quel piccolo memoriale sulla neve fatto di fiori e di lumicini per ricordare i  40 ragazzi deceduti,  lontano dalla piazzetta principale, allo scopo di favorire il turismo e  le gare sciistiche e per non lasciare tracce di tanto dolore, non può e non deve essere facilmente archiviata all'insegna del cinico show must  on. 
La Svizzera finalmente ha gettato quella maschera ipocrita e sdolcinata di paese innocuo fatto solo di stecche di buon cioccolato, di gare sciistiche, di convegni per miliardari e di orologi a cucù. 

San Costanzo


21 January 2026

Trump e il complesso di Nerone

 


Ho ascoltato il discorso di Trump al World Economic Forum di Davos durato per la bellezza di un'ora e mezzo. Speravo in cuor mio di trovarci qualcosa di alto, di elevato; un bel discorso non dico del Re, ma da statista. Invece era tutto un vantarsi di aver fatto questo, aver fatto quello, di aver trovato un'America disastrata, ma di averla  già fatta volare. Di aver fatto cessare ben otto conflitti. Poi è stata la volta delle cifre, dei numeri dell'economia. Il Corrierone ha già riportato l'intero discorso, per chi volesse leggerlo. Ma Trump è meglio ascoltarlo, vedere la sua stazza in piedi, sentire come cerca di intimidire la platea, incurante di qualche inevitabile fischio. The Donald è arrivato a Davos con circa 2 ore di ritardo a causa di un problema elettrico sull’Air Force One. 

Non ha attaccato subito con la Groenlandia, ma ha esordito coi i suoi successi economici, contro l'immigrazione illegale, la bontà dei dazi. E che dazi! Poi, tra i suoi successi  c'è  quel "Venezuela che sta facendo fantasticamente bene, in sei mesi guadagnerà più di quello che ha guadagnato in 20 anni". 

Curioso che la Meloni abbia asserito che la faccenda dell'Artico vada condotta sotto l'ombrello Nato senza rendersi conto che Donald, la Nato la vorrebbe fare fuori. E non ne fa mistero. "La Nato e l'Europa sono assolutamente irriconoscenti" attacca Trumpone.

"Gli Stati Uniti pagavano quasi il 100% del bilancio della Nato" e "io ho posto fine a tutto questo", ha proseguito il presidente, prima di rivolgersi al segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, seduto tra il pubblico. ". "Ciao Mark (ndr: Rutte) ! Non chiediamo nulla in cambio", tranne una cosa: "Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è la Groenlandia", ha scandito.
"Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio per la protezione del mondo: è tutto ciò che abbiamo sempre chiesto. Non abbiamo nemmeno tenuto quel pezzo di terra quando avremmo potuto", ha aggiunto.

Beh, se la Groenlandia si limita ad essere un "pezzo di ghiaccio", perché allora darsi tanto da fare?  Poi i toni si fanno larvatamente minacciosi:  "Se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto", "se diranno di no, ce lo ricorderemo".

"Tutto ciò che vogliamo dalla Danimarca è questa terra su cui costruiremo il più grande Golden Dome mai costruito", ha dichiarato il presidente.
"Il Golden Dome difenderà il Canada. Il Canada riceve molti regali da noi, tra l'altro. Dovrebbero esserci grati, ma non lo sono. Ieri ho visto il loro primo ministro (Mark Carney, ndr). Non era molto grato, ma dovrebbe esserlo", ha detto, sottolineando che il Canada "esiste grazie agli Stati Uniti". 

E' curioso questo suo insistere nel rinfacciare "regali" come un Babbo Natale scontento e  brontolone, per poi borbottare che europei e canadesi sono degli ingrati e degli irriconoscenti. Chiariamo una buona volta questa faccenda. Ma il vantaggio è stato più  che mutuo e  reciproco durante tutti gli anni in cui l'Europa è stata occupata manu militari e  permangono a tutt'oggi le basi Nato con tanto di  installazioni e radar nella nostra Penisola. E ancora: 

"Senza gli Stati Uniti tutti parlerebbero tedesco o giapponese". Chissà come sono felici i giapponesi dei "regalini" di Hiroshima e Nagasaki sganciati nel 1945 e cioè quasi alla fine della guerra! E avevano pure dei nomi pittoreschi, questi bei doni  caduti dal cielo: Little boy quella di Hiroshima, e  Fat Man quella di Nagasaki.  Aggiungendo poi che quando la guerra è finita, la Groenlandia l'hanno restituita alla Danimarca.  "E' stato stupido ma l'abbiamo fatto". "Quanto è ingrata ora la Danimarca - ha aggiunto - La Groenlandia è quasi disabitata, è in una posizione strategica tra Usa, Russia e Cina".



Donald Trump afferma di non voler usare la forza per acquisire la Groenlandia che per un paio di volte, sbagliando, chiama Islanda (Iceland), ma sottolinea che se lo facessero gli Stati Uniti sarebbero "inarrestabili". Nel suo intervento oggi a Davos, il presidente americano ha puntato il dito contro gli alleati Nato che si oppongono alle sue mire espansionistiche, affermando che "noi diamo così tanto, ed abbiamo così poco in cambio". Poverini, eh? In  tutti questi anni sono stati sansebastianizzati da quei cattivacci europei! 

"Non abbiamo mai chiesto nulla, non abbiamo mai avuto niente..." Ah sì, certo. I piani Marshall ci sono stati elargiti tutti gratuitamente, senza che da Oltreatlantico non ne abbiano beneficiato neanche di un cent.  Chi ha assistito al discorso di Trump non poteva non pensare a Nerone e alla sua megalomania, così come ci viene tramandato dalla vulgata e dai film storici. Ci mancava la lira in mano e Roma, o  meglio il mondo, che brucia. E purtroppo, brucia e continua a bruciare, nonostante i ghiacci dell'Artico. Quo Vadis Donald? Andrà a finire coi soliti negoziati del chiedere molto per ottenere abbastanza. 

Coraggio, ancora tre anni e poi la leggenda del  Grande Magnate immobiliarista sarà finita, in nome della democrazia della cosiddetta "alternanza". 


Fonte. (adnKronos

Santa Agnese






15 January 2026

Mercosur, un trattato per sottrarci sovranità alimentare

 


Intanto, partiamo subito dall'acronimo e dalle sue origini. Mercosur significa "Mercato Comune del Sud" ed è un blocco commerciale e di integrazione economica sudamericano, fondato nel 1991, che mira a creare un mercato comune tra i paesi membri, eliminando le tariffe interne e adottando una tariffa esterna comune, promuovendo la cosiddetta "libera circolazione di beni, servizi e persone". Il progetto si era arenato con la "pandemia", ma poi è stato rilanciato. In altre parole,  si tratta della prosecuzione della globalizzazione. con altre sigle e con altre zone geografiche. Ettore Prandini della Coldiretti gioca col nome chiamandolo "Marcosur", dato che è la Germania che è tornata a dettare legge in Ue (che scoperta!) e Ursula von der Leyen esegue pedissequamente ordini di scuderia, tutelando innanzitutto gli interessi di Berlino. Il 9 gennaio scorso, Il Consiglio Ue – con una votazione a maggioranza qualificata del Comitato Speciale dei rappresentanti per l’agricoltura – ha dato il via libera all’accordo commerciale Mercosur – con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay –  accordo, la cui firma è prevista per il 17 gennaio (che è dopodomani). 

L'estensione del mercato a queste aree del mondo non ci recherà nulla di  buono ed è inutile farsi illusioni. Come possiamo stare sul mercato se sarà consentito importare in Europa prodotti coltivati con fertilizzanti, diserbanti, pesticidi e fitofarmaci che da noi sono vietatissimi? Hanno votato contro l’accordo Mercosur: Ungheria, Polonia, Irlanda, Austria e Francia. Il Belgio si è astenuto. L'Italia invece, dopo tante chiacchiere sulla "sovranità alimentare" da parte di Meloni e Lollobrigida, ha votato a favore. 
Monsignor Carlo Viganò ha lanciato la sua invettiva su questa nuova apocalisse che si sta abbattendo su di noi, testo che è già apparso su numerosi blog, e social media. Non posso che associarmi anch'io. Non ci resta che sostenere le lotte degli agricoltori, che inevitabilmente esploderanno e che già imperversano per le piazze delle capitali europee coi loro trattori. E solidarizzare con loro.




Un’élite eversiva si è impadronita dei governi di quasi tutti i Paesi occidentali. I suoi emissari nei governi considerano i propri cittadini come nemici da estinguere mediante pandemie, guerre, carestie e criminalità.

Sono decenni che i globalisti orgogliosamente rivendicano la paternità dei progetti di depopolamento, nel silenzio complice della stampa mainstream e di tutte le istituzioni civili e religiose. E se i crimini della farsa psicopandemica e le frodi dell’emergenza climatica sono ormai innegabili, appare ormai evidente che il comparto da eliminare è proprio quello dell’agroalimentare, oggi troppo parcellizzato e quindi poco controllabile a livello globale.

Il Mercosur è un trattato di libero scambio con Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay a seguito del quale l’Europa sarà invasa da alimenti prodotti da coltivazioni o allevamenti non sottoposti alle nostre ferree regole sanitarie.

 La sua approvazione costituisce un attacco all’agricoltura, agli allevamenti, alla pesca e alla salute dei cittadini europei, che avrà come risultato la distruzione del tessuto socioeconomico di intere Nazioni e la dipendenza alimentare dalle multinazionali del settore, tutte riferibili ai fondi di investimento BlackRock, Vanguard e StateStreet che stanno saccheggiando le terre agricole.

 L’asservimento dei governanti agli interessi dell’élite globalista è ancor più evidente dinanzi alla pianificazione della sostituzione etnica, perseguita allo scopo di cancellare l’identità religiosa, culturale, linguistica ed economica degli Stati e poter meglio controllare le masse.

Da Starmer a Macron, da Rutte a Sanchez, dalla von der Leyen alla Meloni, la sorveglianza totale è ormai in fase di realizzazione e diventerà irreversibile con l’introduzione della valuta digitale e l’obbligo dell’ID univoco per l’accesso ai servizi essenziali.

 La Von Der Leyen per conto della Ue prossima alla firma del Mercosur. Esprimo quindi il mio pieno sostegno alle manifestazioni di protesta degli agricoltori e degli allevatori europei e britannici, in queste settimane fatti oggetto di una vera e propria persecuzione spietata e ingiustificata.

Auspico che i cittadini diano pieno appoggio a queste categorie particolarmente colpite, anzitutto acquistando direttamente da loro ciò che producono, perché è grazie alla loro presenza che possiamo mangiare in modo sano ed evitare alimenti ultraprocessati o geneticamente modificati.

Invito a boicottare le aziende della grande distribuzione che sostengono il Mercosur e penalizzano la produzione interna.

L’Unione Europea è un’associazione eversiva criminale: essa non può essere “cambiata dal di dentro”, va semplicemente rasa al suolo.


Fonte: https://x.com/CarloMVigano/status/2010000231128076554?s=20



San Mauro


Sullo stesso argomento, Il Pane e la Neve

e La rivolta dei contadini 


06 January 2026

Cominciamo bene...




Non si sono ancora spente le luminarie natalizie che sono accaduti avvenimenti catastrofici. Auguri, riaguri, buon anno a te, che sia un anno migliore, e via con le carinerie in quantità industriale, ma in realtà l'anno è iniziato in tragedia. La carneficina di Capodanno dei poveri giovani intrappolati nella taverna di Crans Montana (un tempo Crans sur Sierre, nel Vallese, cantone francofono) in un locale  dal nome Constellation, totalmente sprovvisto di norme di sicurezza, di doppia uscita, di corridoi, di finestre di salvezza. Forse non si trattava nemmeno di una sala da ballo, ma di una sala da tè adibita per l'occasione a dancing con una consolle e un paio di amplificatori, tanto per fare musica. La tragedia di ragazzi purtroppo sprovveduti che prendono alla leggera quelle candele pirotecniche diffondenti scintille e lapilli, messe lì sul collo della bottiglia, ragazzi che continuano a cantare, a saltare e a filmare anche quando le fiamme si propagano nel soffitto totalmente sprovvisto di materiali ignifughi, è una drammatica fotografia che rimarrà per sempre impressa nella nostra mente. Dov'erano gli estintori? e dov'era il personale di vigilanza che solitamente si mette nelle discoteche? Magari coi buttafuori. Chi controlla che i minorenni non bevano alcolici? So che c'erano pure dei quattordicenni e dei quindicenni. Ma dov'erano i loro genitori? Perché nessuno ha spento la musica a palla, correndo a prendere gli idranti e placando l'atmosfera troppo euforica? 
Troppe cose che non tornano e troppe le irresponsabilità diffuse. Spesso si muore perché nessuno si vuole prendere la responsabilità di salvare vite. 
Inoltre si viene a sapere che i proprietari sono due corsi (quindi di nazionalità francese) e che Jacques Moretti (uno dei due gestori) ha avuto pure seri precedenti con la giustizia francese. Intanto è già arrivato un C130 con le sei bare bianche dei ragazzini italiani morti e hanno già allestito le camere ardenti. Più undici altri feriti gravi all'Ospedale Niguarda di Milano che non si sa bene se se la caveranno. Due ragazzi italiani sono rimasti nell'ospedale di Zurigo, perché ritenuti non trasportabili. Ma ve lo immaginate che festività grame  avranno fatto i loro genitori? 
E' crollato il mito della sicurezza e della precisione svizzera, dato che 40 morti di tutte le nazionalità europee e 112 feriti sono un bilancio catastrofico. Purtroppo la Svizzera con i suoi lasciapassare, i suoi buchi neri e  il suo laissez-faire per chi ha denaro, molto denaro, magari anche per corrompere le autorità circa le misure di sicurezza che non ci sono state (l'ultima revisione del locale Le Constellation risale al 2019), in questo drammatico momento sta dando al mondo,  una pessima immagine di sé.




Ma non si fa a tempo a metabolizzare questa batosta che già, a distanza di poche ore,  ne arriva un'altra, forse anche peggiore.
Trump rispolvera la dottrina Monroe che scherzando chiama dottrina Donroe, attribuendosene il merito, per effettuare un golpe in Venezuela con la sua potente Delta Force e con la consulenza della CIA che si è servita di apposite "talpe" interne, per pervenire al rifugio blindato di Maduro. A scanso di equivoci, dirò subito che avverso profondamente i leader come Maduro (e prima di lui, Chavez) responsabili di aver creato un pericoloso narcostato di stampo comunista. Ma prelevare con l'uso della forza due individui (lui e la moglie), imprigionarli e attuare un golpe con una sostituta già bell'e pronta da tempo e insignita di un provvidenziale Nobel "preventivo" (ormai questi Nobel sembrano i punti che si collezionano al supermercato), puzza tanto di bruciato lontano un  un miglio. Tu chiamalo se vuoi con un nuovo (si fa per dire) acronimo NDM, ovvero Nuovo Disordine Mondiale. Cioè,  quello basato sull'uso della forza, quello che relega in una discarica la diplomazia, i tavoli negoziali, il diritto internazionale, le mediazioni e tutto il resto. La Droga? 
E' l'ultimo dei problemi trumpiani, tenuto conto che lui stesso ha dichiarato che il petrolio del Venezuela è la prima delle risorse delle quali accaparrarsi. E non basta ancora. Ce n'è pure per la Colombia e per il Messico, ritenuti anche loro stati canaglia. Per non dire di uno stato sotto la giurisdizione della Danimarca (uno stato Nato) come la Groenlandia della quale Trump ha dichiarato freddamente: "La Groenlandia ci serve". La Cina ringrazia. Nel caso avesse delle mire su Taiwan (e ce le ha) non avrà più bisogno di pretesti per la sua annessione. La Russia, invece pure, dato che ora ha in mano strumenti di ritorsione, del tipo, chi è senza peccato lanci la prima pietra. I cinici del NDM, raccontano che il mondo di Yalta con le aree di influenza suddivise in due blocchi è finito da un pezzo, che va superato e che dobbiamo prenderne atto. Ce ne siamo accorti da un pezzo. Già con la cattura di Gheddafi ad opera della NATO. Col leader libico barbaramente trucidato (e prima violentato) ce ne siamo presi un amaro saggio. E col territorio libico in mano a tutte le tribù, poiché questo vuole il NDM: il caos strutturato.  Poi con l'Afghanistan tornato nelle mani dei Talebani, dopo  che in Usa avevano spergiurato che si andava laggiù per combattere il "terrorismo internazionale" e per "l'esportazione della democrazia". E mi fermo qui, ma ce ne sarebbe ancora con l'Iraq, il Libano e la Siria. Senza contare l'Iran sempre nel mirino. Sì, ma a noi che ce ne viene di tutti questi regime change? Nel migliore dei casi, l'Italia potrebbe diventare uno sgabello, lo stato-cuscinetto preferito del nuovo impero americano. E in fondo lo è già. Nel peggiore, un centro raccolta profughi. E in fondo lo è già.

Oggi è l'Epifania, parola che significa apparizione, rivelazione. Avrei voluto scrivere qualcosa di consolatorio e di esoterico sui Magi, figure misteriose e messaggeri di luce, di  doni preziosi e di umiltà davanti al Bambino. Per fortuna sono finite le festività. Se devono portarci morte e distruzione, come fosse un pagano Carnevalaccio di Rio, ebbene che passino in fretta. Stasera o domani disferò il mio presepe riponendo le statuine tra la paglia in una scatola. Ci sono anche i Magi, Re che si inginocchiano al Re dei Re, davanti alla capanna  con la cometa e con le lucette.
In fondo siamo tutti un po' Magi che intraprendono un viaggio in cerca di una buona stella. Ma temo che la traversata nel deserto, sia ancora lunga.


Epifania di N.S.

29 December 2025

La Consulta ha legittimato l'odioso green-pass


La Corte Costituzionale non demorde. Con la sentenza N.199 i giudici hanno di fatto legittimato l'imposizione del green pass. Ma c'era da aspettarselo. Del resto quando c'era Silvana Sciarra col mandato di Presidente della Consulta (correva l'anno 2022-23) tale organismo si espresse in modo analogo circa le "misure" ritenute né "irragionevoli né sproporzionate". Pertanto, necessarie e indispensabili. 

 La vicenda prende le mosse dal ricorso di due dipendenti a tempo indeterminato della Regione Siciliana, in servizio presso la Motorizzazione Civile di Catania. Entrambe over 50, furono interdette dall’accesso agli uffici a partire dal 15 ottobre 2021 per mancanza di Green Pass (il cosiddetto “base”, ottenibile anche con tampone). Con l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per la loro fascia d’età (decreto-legge 1/2022), l’impedimento continuò, poiché non vaccinate e dunque prive anche del “Green Pass rafforzato”. Considerate assenti ingiustificate, non percepirono stipendio né altri emolumenti. Dopo il rientro in servizio nel maggio 2022, il giudice del lavoro catanese ha sollevato davanti alla Consulta una serie di dubbi di legittimità costituzionale. (fonte: Quotidiano sanità)

Insomma, niente di nuovo sotto il sole, pardon sotto il vischio. Tuttavia la cosa apre in  teoria (e in pratica) nuovi inquietanti scenari relativi a nuovi obblighi di trattamento sanitario. Vaccini, esami, farmaci, visite potrebbero venire imposti per tutelare non solo la salute degli altri (il cosiddetto bene comune), ma anche la propria, quella individuale. Avete notato anche nell'ambito di semplici influenze stagionali, che battage pubblicitario c'è stato quest'anno a proposito di vaccini anti-influenzali? Si deve  poter evitare ad ogni costo il "carico ospedaliero", nuova paroletta magica che serve a spaventare e a indurre alla vaccinazione. Certo come no? Specialmente adesso che i posti letto scarseggiano e gli infermieri pure. 

Racconterò un mio piccolo aneddoto personale relativo alla mia dottoressa "di base". Nell'ottobre scorso mi disse con tono premuroso che era già disponibile il vaccino anti-influenzale. Siccome in quel mese mi buscai subito la mia bella influenza a causa di un repentino calo di temperature, le risposi asciutta: "Già fatta. L'ho appena fatta ai primi di questo mese". 

"Ah ma bisogna vedere che tipo di influenza ha avuto lei" fu la risposta. Ce ne sono di alcuni tipi. Me ne uscii senza risponderle. La risposta che mi rimase sul gargarozzo era: "Perché, per ogni tipo di virus esiste  forse un diverso tipo di vaccino corrispondente?".  Non ho voluto fare polemiche perché ho già cambiato tre medici. E mi sa tanto che dovrò cambiare anche questa. Mi piacerebbe inoltre sapere che fine hanno fatto i medici maschi. Pare che questa professione (un tempo ambita) sia rimasta solo in mano alle donne. Non che abbia qualcosa contro le donne, ma l'eterogeneità negli ambienti di lavoro, la trovo  qualcosa di produttivo e di proficuo per ambo i sessi. 

Che dire?  Mi scuso se non ho trovato un argomento più festaiolo, ma Anno Nuovo che verrà, problemi vecchi a cui mettere mano. Facciamoci coraggio, affrontiamoli e  che Dio ce la mandi buona.  Buon 2026 a tutti!




Sacra Famiglia